Brutti, sporchi e cattivi
Li trovate tutti qui (link alla pagina), con tanto di foto di pompieri che si stagliano su un muro di fiamme, o di gente che trasporta grossi sacchi in uno scenario post-atomico. Ve ne sono altri, come quello odierno sull’Asahi Shinbun giapponese (ahimé solo in versione cartacea), ma tutti ripetono più o meno la stessa litania. Cambiano i punti di vista, i nomi degli intervistati, le eventuali conclusioni, ma una nota resta inequivocabilmente la stessa: il segnale del cambiamento è stato dato. Un segnale politico, che annuncia nuove rigorose misure, perché questo, come ha detto correttamente il ministro per le Riforme Umberto Bossi “è quello che la gente vuole”.
Il New York Times (link all’articolo) ci dice che dei 383 immigrati arrestati nella retata inaugurale del “nuovo corso politico italiano” 100 sono accusati di violazioni delle leggi sull’immigrazione 180 sono quelli arrestati per prostituzione e 92 quelli legati al traffico di stupefacenti. Onde riportare la sicurezza nelle nostre città, la polizia italiana ha arrestato (e in 100 casi rimpatriato) clandestini, battone e spacciatori. E gli assassini, i ladri, gli stupratori di cui pullulano la comunità immigrate? Forse non erano immediatamente reperibili.
Il quotidiano della Grande Mela riporta anche le parole di Maria Mocanu, presidente della Lega dei Romeni in Italia, la quale lamenta la consueta tendenza a fare di tutt’erba un fascio. Non se ne abbia a male la Signora Mocanu, ma questo è “quello che la gente vuole”. Non tutti però. Antonio Ricci, della Caritas Migrantes di Roma, fa cortesemente notare che molte aziende chiuderebbero se non fosse per lo sfruttamento dei lavoratori immigrati.
Le Monde (link all’articolo) parla di “Clima di caccia allo straniero”, e associa le notizie riguardanti i blitz di polizia con la calata delle forze dell’ordine nei campi nomadi della capitale, e infine il rogo di Ponticelli. Sì, è un fatto di clima. Il clima cambia, e i metereologi di governo sono qui per dirci da che parte tira il vento.
La Bbc racconta il fine-settimana italico sulle pagine del suo sito (link alla pagina); in conclusione, il corrispondente dell’emittente britannica rileva il fatto che sia il ministro Maroni che i suoi colleghi stanno progressivamente modificando il tono delle proprie boutades. Bruxelles – dicono i britanni – ha gli occhi puntati sull’Italia, come del resto anche il Vaticano.
La Sueddeutsche Zeitung tedesca (link all’articolo) non teme di usare la parola “pogrom”. E’ un pogrom quello di Ponticelli, un pogrom – per i dizionari una “sommossa popolare scatenata con l’appoggio o con la tolleranza delle autorità contro le minoranze etniche o religiose” – che ha visto la popolazione del quartiere della periferia di Napoli fischiare l’arrivo dei pompieri cui è spettato il compito di domare l’incendio da loro stessi appiccato. E’ un pogrom anche l’altro rogo, quello di mercoledì a Milano, in cui è stata bruciata una palazzina in cui dormivano abusivamente due romeni. I due – fa notare il giornalista tedesco – sono stati denunciati per occupazione abusiva .
Il quotidiano tedesco collega i fatti della scorsa settimana con quanto avvenuto in ottobre a Roma e con il clima di intolleranza che già allora – e con un governo di centrosinistra – aveva serpeggiato attraverso la Penisola.
The Indipendent non teme neppure di rivolgere un’accusa generale contro l’Italia tutta: “la tolleranza italiana va in fumo”, titola la testata britannica (link all’articolo) . E – unico tra i quotidiani che ho potuto esaminare finora – mette a nudo l’enorme ipocrisia che circonda l’intera vicenda:
“In cruel and unusual concert, Italy’s new government, its police and paramilitary carabinieri, and even its gangsters, have turned their joint might against the nation’s enemy number one: the Gypsies”.
“Con concertazione inusuale e crudele, il nuovo governo italiano, polizia e carabinieri, e perfino i suoi gangster hanno unito le forze contro il nemico numero uno della nazione: gli zingari”.
A guidare la sommossa popolare di Ponticelli è stata la camorra; quella stessa camorra che ha fatto sprofondare Napoli sotto la massa dei rifiuti e semina violenza nelle strade della periferia. Flora Martinelli – la madre del neonato dal cui tentato rapimento è scaturito il clima di linciaggio – si è detta “dispiaciuta” della feroce esplosione di violenza seguita al fatto; “lacrime di coccodrillo” chiama invece il giornalista inglese i lamenti di Rosa Russo Jervolino e Antonio Bassolino, complici, anche in questo caso, dell’abbandono della società civile nelle mani della criminalità.
Oggi El Pais (link all’articolo) torna sulla vicenda, mercé – forse – anche la violenta polemica sul tema immigrazione scoppiata tra Roma e Madrid. Lo fa con un’intervista all’eurodeputata ungherese di origine rom Viktoria Mohacsi.
La Mohacsi, che in questi giorni ha visitato i campi di Roma e Napoli, parla di una situazione insostenibile: “i rom non hanno diritti. Molti politici, incluso il Primo Ministro Berlusconi hanno incoraggiato le retate contro la comunità. Da oltre due mesi”, prosegue l’eurodeputata, “la polizia compie controlli indiscriminati in piena notte, aggredisce gli abitanti dei campi e talvolta li tiene in arresto per periodi superiori alle 48 ore, maltrattandoli e insultandoli. Non è così che si tutela la sicurezza di un paese democratico; questa è una campagna xenofoba. Per non parlare poi”, conclude, “della legislazione che permette il conseguimento della cittadinanza italiana: vi sono rom che risiedono in Italia da 4 generazioni e ai quali non spetta ancora il diritto di cittadinanza”.
***
Quasi a nessuno stanno simpatici, i rom. Sono brutti, sporchi e mentitori. Mentono, sempre e comunque. E rubano. Rubano per ragioni culturali o perché “ce l’hanno nel sangue”. Tutti conoscono qualcuno cui sono “entrati gli zingari in casa”. Non vogliono l’integrazione. Non vogliono adeguarsi alle regole del vivere civile. Qualcuno – ipnotizzato dalle sgargianti visioni d’un nomadismo alla Kusturica – ne idealizza la vita, facendo della poesia ove sarebbe necessario fare politica. Se qualcuno inneggia allo sterminio degli ebrei rischia la galera; se qualcuno “accende” uno zingaro, la cosa non turba alcuna coscienza.
Politici di destra e di sinistra si accapigliano per promuovere la linea più intransigente. Intanto la parte buona della società, gli onesti lavoratori chiedono una rapida soluzione ad un’ “emergenza rom” che esiste da 7 secoli.
La soluzione esiste. E’ la soluzione finale. Chi per primo getterà la maschera dello stato di diritto e sarà capace di applicarla riceverà il plauso del popolo. Perché questo è ciò che il popolo vuole.
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Tags: Immigrazione, Rom, Sicurezza
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