Lo aveva detto Romano Prodi in un momento di rabbia e sconforto: il Paese ha la classe politica che si merita. Additare le responsabilità d’una “casta” di politici come unica ragione del malessere della società italiana è irragionevole e controproducente; già Gramsci se la prendeva coll’uso tutto italiano di dire a ogni inciampo “Piove, governo ladro”.

Al solito non c’entra nulla col blog, ma riporto la segnalazione d’un amico su un bel pezzo di Repubblica (link all’articolo) datato dicembre 2007, in cui il presidente del Censis Giuseppe De Rita parla dell’Italia come d’una società-mucillagine.

“Non abbiamo più fiducia nello sviluppo di popolo – dice De Rita – che ha dato vita al boom economico degli anni ‘50, all’industrializzazione di massa degli anni ‘70, alla lotta al terrorismo”.

Forse perché il popolo, così come la cultura, la scuola, le istituzioni, osserva il presidente del Censis, sono ormai parole svuotate, che non significano più nulla. E quindi anche i tentativi di “partiti del Popolo”, come il Partito Democratico o quello proposto da Berlusconi sembrano proposte prive di senso, nel momento in cui nessuno crede più a “uno sviluppo collettivo in cui ci stiamo tutti”. Anche perché il Pd “si raggrinza su se stesso” mentre “il Pdl è un’operazione di marketing”.

“Abbiamo piuttosto il sistema assicurativo, bancario, industriale – spiega De Rita – ma è roba di Profumo o di Passera, non è una questione che riguarda la collettività. Minoranze vitali che non riescono a trainare una società che non funziona”. E che ormai è pronta al peggio, denuncia De Rita: “Il vaffanculo scritto dappertutto, la violenza, la volgarità, lo sballo, questa dimensione sempre più disadorna della cultura collettiva, la scuola dileggiata dai ragazzi che filmano gli insegnanti con il cellulare o provocano incendi”.

***

A ognuno il piacere di confutare la teoria di De Rita secondo coscienza.



No Responses Yet to “Noi, la mucillagine”  

  1. No Comments Yet

Leave a Reply